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Il giornale ha divulgato la notizia della vittoria.
Il giornale ha reso pubblica la notizia della vittoria.
Rendere noto o diffondere informazioni, notizie o conoscenze tra un pubblico ampio.
L'istituto ha divulgato i risultati della ricerca.
L'istituto ha reso pubblici i risultati della ricerca.
Non è etico divulgare dati personali senza consenso.
Non è corretto rendere pubblici dati personali senza autorizzazione.
Può riferirsi a informazioni vere o false, a seconda del contesto. Spesso usato in ambito giornalistico, scientifico o legale.
Diffondere notizie o voci, spesso in modo incontrollato o non ufficiale.
Hanno divulgato la notizia della sua partenza prima che fosse ufficiale.
Hanno diffuso la notizia della sua partenza prima che fosse confermata.
In questo senso, può avere una connotazione negativa, implicando la diffusione di informazioni non verificate.
'Divulgare' implica una diffusione più ampia e spesso incontrollata, mentre 'pubblicare' suggerisce un atto più formale e controllato. Ad esempio, un giornale 'pubblica' un articolo, ma 'divulga' una notizia che potrebbe essere ripresa da altri media.
Usa 'divulgare' quando l'azione di rendere noto qualcosa non è controllata dall'autore originale e si diffonde in modo più ampio e spesso incontrollato. Evita di usarlo per azioni formali e deliberate, come la pubblicazione di un libro o di un articolo.
Dal latino *divulgāre*, composto da *dis-* (prefisso che indica separazione o diffusione) e *vulgāre* (rendere pubblico, dal latino *vulgus* = popolo). Il termine ha mantenuto il significato di 'rendere noto al grande pubblico' sin dall'epoca classica.
Il verbo 'divulgare' è spesso usato in contesti formali o istituzionali (es. comunicati stampa, articoli scientifici). In ambito informale, può assumere una sfumatura negativa se usato per indicare la diffusione di voci non verificate. Non va confuso con 'pubblicare', che implica un atto più controllato e ufficiale.