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Devi tacere durante l'esame orale.
È necessario rimanere in silenzio per non disturbare.
Smettere di parlare o fare rumore, rimanere in silenzio.
Il bambino ha smesso di piangere e ha iniziato a tacere.
Ha smesso di lamentarsi e ha accettato la situazione.
Taci! Sto cercando di concentrarmi.
Fai silenzio, ho bisogno di silenzio per lavorare.
Può essere usato in modo assoluto o con complementi indiretti (es. 'tacere di qualcosa').
Non rivelare un'informazione, mantenere un segreto.
Ha promesso di tacere sulla vicenda.
Si è impegnato a non divulgare ciò che sapeva.
Spesso usato con 'su' (es. 'tacere su un argomento').
In ambito musicale o letterario, cessare un suono o un discorso.
La sinfonia tacque improvvisamente.
L'orchestra ha interrotto bruscamente la musica.
Uso raro e poetico.
'Tacere' implica un'azione attiva di cessare di parlare o fare rumore, mentre 'fare silenzio' è più passivo e descrive uno stato. Es.: 'Ha smesso di urlare e ha iniziato a tacere' vs. 'La stanza era immersa nel silenzio'.
Usa 'tacere' intransitivo per descrivere l'azione di stare in silenzio ('lui tace'). Usa il transitivo per indicare cosa viene taciuto ('tacere la verità').
La forma negativa 'non tacere' è rara e suona innaturale in italiano. Preferisci 'parlare' o 'esprimersi'.
Dal latino volgare *tacēre*, derivato dal latino classico 'tacēre' (stesso significato). Correlato al sanscrito 'tac' (essere silenzioso) e al greco antico 'σιγάω' (sigáō).
Il verbo può essere sia intransitivo ('lui tace') che transitivo ('tacere la verità'). In contesti formali si usa spesso con 'di' (es. 'tacere di un segreto').