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La asprezza del suo tono mi fece capire che era arrabbiato.
Il tono duro e poco gentile di quella persona mi fece capire che era arrabbiato.
Caratteristica di ciò che è aspro nel senso di duro, severo, poco conciliante o privo di dolcezza.
L'asprezza delle critiche del professore sorprese molti studenti.
La severità e la durezza delle critiche del professore stupirono molti studenti.
Può riferirsi sia a persone che a situazioni, emozioni o ambienti. Spesso associato a giudizi o parole che non lasciano spazio a mediazioni.
In senso letterario o poetico, la qualità di ciò che è ruvido al tatto o al gusto.
La asprezza della corteccia dell'albero mi ferì le mani.
La ruvidità della corteccia dell'albero mi provocò un taglio alle mani.
In questo senso, si avvicina al significato fisico di 'ruvidità'.
Ricorda che 'asprezza' può riferirsi sia a caratteristiche tangibili (come la ruvidità di una superficie) che a qualità astratte (come la severità di un giudizio). Nel primo caso, è più comune in descrizioni oggettive, mentre nel secondo assume un tono più soggettivo e spesso negativo.
Evita di usare 'asprezza' per descrivere situazioni neutre o positive. Ad esempio, non si dice 'l'asprezza della primavera' per indicare la stagione, ma piuttosto 'la dolcezza della primavera'. L'asprezza implica sempre una componente di durezza o severità.
Dal latino *asperitās*, derivato di *asper* ('aspro', 'ruvido', 'duro'). Il termine ha mantenuto nel tempo sia il significato fisico che quello metaforico, con una forte presenza nella letteratura italiana, soprattutto in contesti descrittivi di emozioni o ambienti ostili.
Il termine è spesso usato in contesti formali o letterari. In ambito quotidiano, può suonare ricercato o letterario, mentre in contesti più colloquiali si preferiscono sinonimi come 'durezza' o 'severità'.