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Il cielo è azzurro oggi.
El cielo está azul hoy.
Spazio infinito che circonda la Terra, visibile come una volta azzurra o scura a seconda delle condizioni atmosferiche.
Guardando il cielo notturno, si vedono milioni di stelle.
Al mirar el cielo nocturno, se ven millones de estrellas.
Dio promise a Noè di non mandare più un diluvio sulla Terra e mise l'arcobaleno nel cielo come segno.
Dios prometió a Noé no enviar más un diluvio sobre la Tierra y puso el arcoíris en el cielo como señal.
Può essere usato anche in senso figurato per indicare il paradiso o un luogo lontano e inaccessibile.
Parte superiore di un ambiente chiuso, come il soffitto di una stanza.
Il soffitto del salone era dipinto con un affresco del cielo stellato.
El techo del salón estaba pintado con un fresco del cielo estrellado.
In questo senso, è meno comune e spesso sostituito da 'soffitto'.
'Cielo' si riferisce allo spazio fisico sopra di noi, mentre 'paradiso' indica un luogo spirituale associato alla beatitudine divina. In italiano, 'cielo' può essere usato anche in senso figurato per indicare il paradiso (es. 'andare in cielo').
In italiano, molte espressioni idiomatiche usano 'cielo' per indicare stati d'animo o situazioni estreme (es. 'perdere il cielo di vista' = perdere la speranza, 'avere il cielo in una mano' = essere molto fortunato).
Dal latino *caelum*, di origine incerta, probabilmente legato alla radice indoeuropea *\*kʷel-* ('girare, muovere', riferito al movimento delle nuvole o della volta celeste).
In italiano, 'cielo' è sempre maschile singolare. Può essere usato al plurale ('cieli') in contesti poetici o letterari per indicare diversi strati o regioni del cielo.