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Provo compassione per chi soffre senza motivo.
Mi dispiace profondamente per chi sta male senza averne colpa.
Sentimento di partecipazione affettiva e di dolore per le sofferenze altrui, accompagnato dal desiderio di alleviarle.
La sua compassione verso gli animali randagi è ammirevole.
È molto ammirabile il modo in cui prova pietà per gli animali senza casa.
Il film ha suscitato compassione nel pubblico per la storia del protagonista.
La trama del film ha fatto provare pietà al pubblico per il protagonista.
Si distingue da 'pietà' per un coinvolgimento emotivo più profondo e attivo, spesso associato a un desiderio di agire.
In ambito religioso o filosofico, virtù che spinge a condividere il dolore altrui per amore o per senso di giustizia.
La compassione è una delle virtù centrali nel buddismo.
Nel buddismo, la compassione è una qualità fondamentale per raggiungere l'illuminazione.
In questo contesto, assume un significato più ampio, legato alla compassione universale verso tutti gli esseri senzienti.
La compassione include un desiderio di agire per alleviare la sofferenza, mentre l'empatia si limita a comprendere i sentimenti altrui senza necessariamente provare il bisogno di intervenire.
In ambiti formali o scritti (ad esempio lettere, articoli), preferire 'compassione' a 'pietà' per evitare connotazioni negative o paternalistiche.
Dal latino *compassio*, derivato di *compassus* (participio passato di *compati*, 'soffrire con'), composto da *com-* ('con') e *patire* ('soffrire'). Introdotto in italiano nel XIII secolo con significato religioso, poi esteso all'uso comune.
La compassione implica un coinvolgimento emotivo più profondo rispetto a 'pietà' o 'simpatia'. Può essere usata in contesti sia positivi (desiderio di aiutare) che negativi (se associata a un senso di superiorità morale). In ambito religioso, è una virtù attiva che spinge all'azione benefica.