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Dopo la depressione, soffriva di una forte abulia che lo rendeva incapace di prendere decisioni.
L'abulia gli impediva di intraprendere qualsiasi azione, anche semplice.
Condizione psicologica caratterizzata da mancanza di volontà, iniziativa o motivazione nell'agire, spesso associata a disturbi neurologici o psichiatrici.
Lo psichiatra diagnosticò un episodio di abulia in seguito a un trauma cranico.
Il paziente mostrava apatia e totale assenza di desiderio di agire.
L'abulia può essere un sintomo di schizofrenia o depressione maggiore.
La mancanza di volontà è spesso un segnale di disturbi più profondi.
Spesso confusa con l'apatia, ma l'abulia implica una specifica difficoltà nel prendere decisioni o iniziare azioni, non solo disinteresse.
L'abulia implica una difficoltà attiva nell'iniziare azioni, mentre l'apatia è una mancanza generale di interesse o emozione. Una persona apatica può non voler fare nulla, ma chi soffre di abulia vorrebbe agire ma non riesce a trovare la motivazione.
Usare 'abulia' solo in contesti clinici o psicologici. In conversazioni quotidiane, preferire espressioni come 'non ho voglia' o 'sono svogliato'.
Dal greco antico ἀβουλία (aboulía), composto da ἀ- (a-, privativo) e βουλή (boulē, volontà, decisione). Entrato in italiano tramite il latino scientifico *abulia* nel XIX secolo.
Termine specialistico usato principalmente in ambito psicologico e neurologico. In contesti informali può essere sostituito da 'mancanza di voglia' o 'svogliatezza', ma con una sfumatura meno precisa.