Looking up...
Lost in a reverie, she stared out the window at the falling snow.
Persa in una fantasia, guardava fuori dalla finestra la neve che cadeva.
Stato di sogno ad occhi aperti, spesso accompagnato da pensieri piacevoli e distaccati dalla realtà.
His reverie was interrupted by the sound of the doorbell.
La sua fantasia fu interrotta dal suono del campanello.
She often falls into a reverie while listening to classical music.
Spesso cade in una fantasticheria mentre ascolta musica classica.
Può implicare un atteggiamento passivo o sognatore, talvolta con connotazione negativa di fuga dalla realtà.
In italiano, 'reverie' si traduce con 'fantasia' o 'fantasticheria', ma è più formale e letterario. Evita di usarlo in contesti informali; preferisci 'sogno ad occhi aperti' o 'pensieri sognanti'.
'Reverie' implica uno stato passivo e distaccato dalla realtà, mentre 'fantasia' può essere più attiva e creativa. Esempio: 'She was lost in reverie' (era persa in una fantasticheria) vs 'She had a wild fantasy' (aveva una fantasia sfrenata).
Dal francese antico *reverie* (sogno, follia), derivato dal verbo *rever* (sognare), a sua volta dal latino *revereri* (temere, rispettare). In inglese dal XIV secolo con il significato di 'delirio' o 'sogno', poi evoluto verso l'accezione moderna di 'fantasia'.
In italiano si traduce spesso con 'fantasia' o 'fantasticheria', ma può essere reso anche con 'sogno ad occhi aperti' o 'rapimento'. Il termine ha una sfumatura letteraria e poetica, meno comune nel linguaggio quotidiano.