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Nonostante la brutta notizia, Marco è rimasto indifferente.
Nonostante la notizia negativa, Marco non ha mostrato alcuna reazione emotiva.
Mantenere un atteggiamento di completa neutralità o disinteresse di fronte a qualcosa, senza provare emozioni o reagire.
La giuria è rimasta indifferente alle suppliche dell'imputato.
La giuria non ha mostrato alcuna compassione per le richieste dell'imputato.
Di fronte alle critiche, lei rimase indifferente e continuò per la sua strada.
Nonostante le critiche, lei non reagì e proseguì con le sue azioni.
Spesso implica una mancanza di empatia o coinvolgimento emotivo, ma può anche riferirsi a una reazione controllata o razionale.
La locuzione si costruisce spesso con la preposizione 'a' seguita da un sostantivo o pronome: 'restare indifferente a qualcosa'. Esempio: 'È rimasto indifferente alle lusinghe.'
'Restare indifferente' implica un atteggiamento che può essere temporaneo o situazionale, mentre 'essere indifferente' descrive una caratteristica più stabile della persona.
Composto da 'restare' (dal latino 'restare', derivato di 'restituere' = rimanere fermo) e 'indifferente' (dal latino 'indifferens', formato da 'in-' = non e 'differens' = diverso, che non fa differenza). La locuzione nasce dall'unione di due termini che insieme esprimono l'idea di non lasciarsi influenzare o emozionare da qualcosa.
La locuzione è comune sia nel parlato che nello scritto formale. Può avere una connotazione negativa (mancanza di empatia) o neutra (comportamento razionale). In contesti giuridici o burocratici, può indicare l'assenza di pregiudizi o influenze esterne.