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Mantenere uno stato di suspense, attesa o conflittualità in una situazione per prolungarne l'interesse o l'impatto emotivo.
Lo scrittore ha mantenuto la tensione narrativa fino all'ultima pagina.
L'autore ha saputo tenere alta l'attenzione del lettore fino al finale.
Il dibattito politico ha mantenuto la tensione tra i partecipanti.
Il confronto tra i politici ha creato un clima di forte tensione.
Può riferirsi sia a contesti narrativi (letteratura, cinema) che a situazioni reali (conflitti, discussioni).
Usa 'mantenere la tensione' per descrivere situazioni in cui si vuole sottolineare la capacità di prolungare un clima di suspense, sia in opere narrative che in contesti reali come dibattiti o conflitti.
'Mantenere la tensione' implica continuità nel tempo, mentre 'creare tensione' si riferisce all'atto iniziale di generarla.
Combinazione del verbo 'mantenere' (dal latino *manu tenere*, 'tenere con la mano') e 'tensione' (dal latino *tensio*, derivato di *tendere*, 'tendere'). La locuzione nasce nel contesto teatrale e letterario per indicare la capacità di prolungare uno stato di attesa o conflitto.
Comune in ambiti narrativi, cinematografici e giornalistici. Può essere usata sia in senso positivo (per elogiare una narrazione avvincente) che neutro/descrittivo.