fare la carità
/ˈfaːre la ka.riˈta/dare denaro, cibo o aiuto materiale a chi è nel bisogno, spesso in modo occasionale e senza un impegno continuativo
Ogni domenica, la signora Maria va in piazza a fare la carità ai senzatetto.
Ogni domenica, la signora Maria si reca in piazza per donare cibo o denaro ai senzatetto.
Non è sufficiente fare la carità per risolvere il problema della povertà.
Dare elemosina occasionalmente non risolve il problema strutturale della povertà.
L'espressione sottolinea un gesto di generosità immediata e spontanea, ma non implica un impegno sistematico o una soluzione duratura.
Collocazioni
Frasi correlate
💡Consiglio professionale
Differenza tra 'fare la carità' e 'dare un'elemosina'
'Fare la carità' implica un gesto più ampio e strutturato (ad esempio, donare a organizzazioni benefiche), mentre 'dare un'elemosina' si riferisce a un atto singolo e immediato, spesso di denaro.
⚡Regola d'oro
Quando usare 'fare la carità'
Usa questa espressione per descrivere un gesto di generosità occasionale o sistematica verso chi è nel bisogno, senza implicare necessariamente un giudizio morale sul ricevente.
📖Origine della parola
L'espressione deriva dal latino *caritas* (amore, affetto, ma anche elemosina). In italiano antico, *carità* indicava sia la virtù cristiana della benevolenza verso il prossimo sia l'atto concreto di donare. La locuzione *fare la carità* si è consolidata nel tempo come espressione idiomatica per indicare specificamente l'atto di donare ai bisognosi.
📝Note d'uso
L'espressione può avere una connotazione sia positiva (generosità) che negativa (paternalismo o ipocrisia), a seconda del contesto. In ambito religioso, è spesso associata alla virtù della carità cristiana. In contesti secolari, può essere percepita come un gesto superficiale se non accompagnato da un impegno più ampio verso la giustizia sociale.