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Segni grafici aggiuntivi (come accenti, dieresi, tilde) applicati a una lettera per modificarne il suono, la pronuncia o il significato in una parola.
In French, 'é' is a diacritic that changes the pronunciation of 'e'.
In francese, 'é' è un segno diacritico che modifica la pronuncia della 'e'.
The cedilla in 'façade' is a diacritic that alters the pronunciation of 'c'.
La cediglia in 'façade' è un segno diacritico che altera la pronuncia della 'c'.
I segni diacritici sono comuni in molte lingue, come l'italiano (à, è, ù), il francese (ç, é, è), lo spagnolo (ñ, á, ü) e il tedesco (ä, ö, ü).
Associa 'diacritics' al termine italiano 'diacritici', che include 'dia-' (attraverso) e 'critici' (dal greco 'krinein', 'distinguere'). Questo ti aiuterà a ricordare che i segni diacritici servono a 'distinguere' suoni o significati.
In italiano, i segni diacritici più comuni sono gli accenti (à, è, é, ì, ò, ù) e la dieresi (ü). Non confondere l'accento grave (è) con quello acuto (é), che hanno valori fonetici diversi.
Dal greco antico 'diakritikos' (διακριτικός), derivato da 'diakrino' (διακρίνω, 'distinguere'), composto da 'dia-' (attraverso) e 'krinein' (giudicare, separare). Il termine è entrato nell'inglese nel XVII secolo attraverso il francese 'diacritique'.
In italiano, i segni diacritici sono spesso chiamati semplicemente 'accenti' o 'segni grafici speciali', ma il termine 'diacritici' è utilizzato in contesti tecnici o linguistici per includere tutti i tipi di segni aggiuntivi (non solo gli accenti).