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Provare un senso di dispiacere o rimorso per un'azione compiuta o una scelta fatta in passato.
Dopo aver litigato con la sorella, si pentì di non averle chiesto scusa prima.
Dopo la lite, provò rimorso per non aver chiesto scusa prima.
Non ti pentirai mai di aver investito in quel progetto, sarà un successo.
Non proverai mai rimorso per aver investito in quel progetto, perché avrà successo.
Il verbo è sempre usato in forma riflessiva (pentirsi) e richiede la preposizione 'di' prima di un verbo all'infinito o di un sostantivo.
Il verbo 'pentirsi' è un verbo pronominale riflessivo della terza coniugazione. La sua coniugazione al presente indicativo è: mi pento, ti penti, si pente, ci pentiamo, vi pentite, si pentono.
Dopo 'pentirsi' si usa sempre la preposizione 'di' seguita da un sostantivo o da un verbo all'infinito: 'Mi pento di essere partito' o 'Mi pento della decisione presa'.
'Pentirsi' implica un rimorso più profondo e personale rispetto a 'dispiacersi'. 'Dispiacersi' può essere usato per situazioni meno gravi o per esprimere semplice disappunto.
Dal latino tardo 'poenitēre', derivato da 'poena' (pena, castigo). La forma italiana 'pentirsi' si è evoluta attraverso il latino volgare con l'aggiunta del suffisso '-irsi' per indicare la riflessività.
Il verbo 'pentirsi' è sempre accompagnato da un complemento indiretto introdotto dalla preposizione 'di' o da un verbo all'infinito. Non esiste in forma transitiva diretta. È comune nell'espressione 'pentirsi di qualcosa' o 'pentirsi di aver fatto qualcosa'.