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Sentir una emoción intensa de admiración, felicidad o placer, a menudo con pérdida temporal de la conciencia de la realidad circundante.
Al termine del concerto, il pubblico era in estasi.
Al final del concierto, el público estaba en éxtasis.
Era in estasi davanti al dipinto di Caravaggio.
Estaba en éxtasis ante el cuadro de Caravaggio.
Può essere usato sia in contesti positivi (ammirazione) che negativi (sbigottimento), ma il significato comune è legato a un'emozione travolgente.
'Essere in estasi' implica un'emozione più intensa e spesso improvvisa, mentre 'incantato' suggerisce un fascino più duraturo e contemplativo. Es.: 'Era incantato dalla musica' vs. 'È rimasto in estasi per un secondo'.
L'espressione si costruisce con la preposizione 'in' (essere in estasi) e non richiede altre preposizioni per collegarsi all'oggetto dell'emozione. Es.: 'in estasi per la notizia' (non 'di' o 'da').
Dal latino *extasis*, a sua volta dal greco *ἔκστασις* (ékstasis), composto da *ἐκ-* (ek-, 'fuori') e *στάσις* (stásis, 'posizione, stato'). In italiano, il termine è attestato dal XIII secolo con il significato di 'stato di rapimento spirituale o emotivo'.
L'espressione 'essere in estasi' si usa per descrivere uno stato di profonda emozione, spesso visibile nell'espressione del viso o nel comportamento della persona. È comune in contesti artistici, religiosi o di grande impatto emotivo.